29 Apr

Tutti pazzi per Marchini

Ho conosciuto Alfio Marchini tanti anni fa in una circostanza particolare: grazie alla mediazione di amici comuni, si avvicinò ad un giornale, il settimanale Il Sabato, che allora dirigevo. Era la prima volta che il giovane Alfio, rampollo di una famiglia di costruttori “rossi”, (da cui il nomignolo di Calce e martello) si avvicinava all’editoria. Il giornale che dirigevo era in crisi e per un po’ di mesi ci fu la prospettiva, molto concreta, di un suo salvataggio. Purtroppo, alla fine, non funzionò: il giornale chiuse e l’impresa editoriale fallì.

In quell’occasione ho avuto l’opportunità di apprezzare molte sue doti. Marchini è un uomo equilibrato, serio, che approfondisce i problemi e cerca di comprendere le cose prima di decidere, con una forte passione civile, che allora si trasferiva nell’interesse per il mondo dell’editoria e dei giornali. In questa veste ancora lo ricordo anche come membro del Consiglio d’Amministrazione della Rai.  Poi c’è stata l’esperienza politica in Consiglio comunale e l’opposizione (leale e dura) condotta nei confronti del marziano Marino…

Per Roma Marchini è una scelta giusta. Giusta perché equilibrata, lontana dai due grandi partiti-mafie che hanno gestito la città negli ultimi disastrosi anni: la destra e la sinistra dei Buzzi e dei Carminati. “Arfio”, com’è chiamato nel suo “fake” su FB, può farcela.

O lui o la Raggi di Cinquestelle, altro non si vede.

I commenti di Alessandro Banfi

27 Apr

Weidmann ci ha fatto la predica

Ma ve lo immaginate che cosa sarebbe successo se le parti si fossero invertite? Se cioè ieri invece che Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, a Roma, avesse parlato il nostro capo di Bankitalia Ignazio Visco da Berlino, dalla sede della nostra Ambasciata sostenendo: la Germania sta mettendo a rischio l’Europa e l’Euro, perché la depreda e l’ha depredata scientificamente.

Ecco, il nostro dramma di oggi è tutto qui: il capo della Banca nazionale tedesca viene nel nostro Paese e si lancia in una filippica contro i nostri conti pubblici e il rischio rappresentato dal deficit italiano per la stabilità dell’Europa economica. E la cosa sembra quasi naturale.

Se solo immaginiamo una reciproca e simmetrica presa di posizione, ci rendiamo conto di quanto siamo resi succubi, politicamente ma anche praticamente, dai tedeschi.

E dunque, ci sarà anche un accordo di Renzi con la Merkel, ma Weidmann ha trattato il Ministro Padoan, Banca d’Italia e il nostro esecutivo come dei pericolosi spendaccioni.

Rendiamoci conto di come ci trattano.

I commenti di Alessandro Banfi

19 Apr

Il vero referendum? Sull’Europa

Pensatela come volete, ma secondo me il vero referendum, che bisognerebbe fare, è quello sull’Europa. E’ vero: in Grecia è stato a suo tempo aggirato e l’Inghilterra si appresta a viverlo nel prossimo maggio. Ma se l’Europa ha oggi una chance: sull’immigrazione, sulla politica economica, euro compreso, e sulla lotta /guerra al terrorismo dovrebbe essere “battezzata” finalmente da un voto popolare dei cittadini europei.

Come sarebbe bello che potessimo stabilire con un sì o con un no che cosa fare in questi campi. Togliere l’Europa ai burocrati per ridarla ai cittadini…

I commenti di Alessandro Banfi

14 Apr

Moneta tedesca

Leggete questa notizia:
(ANSA) – BERLINO, 14 APR – La Germania mette in circolazione
una moneta esclusiva da 5 euro, spendibile soltanto all’interno
del Paese. La moneta da collezione, sottolinea la Bild “negli
altri Paesi dell’eurozona non ci sara’”. “Questo significa che
altrove non si potrà pagare con la moneta da 5”, spiegano al
ministero delle Finanze.
Il “pezzo speciale” sarà distribuito da oggi dalla Bundesbank.
Le monete da collezione, spiega ancora la Bild “nel nostro Paese
sono sempre utilizzabili come mezzi di pagamento, negli altri
no”. (ANSA)

I tedeschi si fanno i 5 euro in moneta, mentre noi avremmo tanto voluto l’ 1 Euro e i 2 euro di carta. Sta tutto qui, in questa semplice considerazione pratica la distanza fra noi e i tedeschi a proposito della moneta unica.

Che ne pensate?

I commenti di Alessandro Banfi

13 Apr

Lode di un visionario

Gianroberto Casaleggio aveva delle idee che non condivido. Personalmente non ho mai votato 5 Stelle. E tuttavia non sono il solo, in queste ore dopo la sua scomparsa, a pensare che ci ha lasciato una persona notevole, che ha avuto dei meriti nella vita pubblica italiana.

Il primo di questi meriti sta nell’aver “costituzionalizzato”, dopo averla identificata proprio nella Rete, la protesta che saliva nel Paese reale. Casaleggio l’ha fatta confluire, comunque, in Parlamento, arrivando ogni giorno a compromessi con riti e istituzioni, che pure i grillini hanno l’ambizione di sostituire o quantomeno di cambiare in profondità.

Il secondo merito è stato quello di “scartare” sempre rispetto all’immagine che alcuni volevano si creasse per i 5 Stelle. Penso a due passaggi chiave: sull’immigrazione e sull’adozione dei figli da parte delle coppie omosessuali. Su entrambi questi temi Casaleggio ha tenuto il Movimento vicino al vero sentire popolare, fregandosene dell’ideologia e del politicamente corretto.

Il terzo è stato puntare sui giovani e sulla promozione dei nuovi leader attraverso la Rete. Se oggi esistono i Di Battista, le Ruocco, le Raggi è grazie a questo meccanismo democratico di selezione.

Casaleggio è stato un visionario. E ha fatto del bene ad una politica che non ama le idee, i sogni, le grandi visioni. Ha ricordato a tutti che invece ci vogliono, eccome.

I commenti di Alessandro Banfi

7 Apr

Le Pen su Panama

Jean Marie Le Pen, storico fondatore del Front National francese, leader della destra xenofoba e persino negazionista, non mi è mai piaciuto. Soprattutto per il suo antisemitismo. E tuttavia l’intervista concessa oggi al Corriere della Sera fa riflettere. Dice alcune cose controcorrente ma che dovrebbero essere analizzate da tutti sul caso cosiddetto dei “Panama Papers”.

Provo a schematizzare così il suo pensiero:

Punto primo: perché i giornalisti si trasformano in giudici?

Punto secondo: chi ha dato fuori quelle carte (11 milioni di documenti) e perché?

Punto terzo: perché non c’è nessun americano/anglosassone di rilievo fra i nomi filtrati finora alla stampa, sebbene Panama sia ad un passo dagli usa? (Con l’eccezione di Cameron)

Punto quarto: se i paradisi fiscali esistono, è perché ci sono inferni fiscali. In Francia (e in Italia) siamo tassati al 46 per cento…

Che ne pensate?

 

I commenti di Alessandro Banfi

4 Apr

Partito di Lobby e di Governo

Dopo che la Ministra Guidi si è dimessa, a noi sembra che resti, grande come una casa, una domanda di fondo: ma queste leggi a favore degli impianti della Total, giuste o sbagliate che siano,  sono state frutto o no di qualcosa di illecito?

Perché il fatto che la Total abbia fatto pressing su tutti i Ministri per avere quell’emendamento mi sembra ovvio… E anche legittimo. Un’impresa (ma anche un’associazione e persino un singolo cittadino…) ha il diritto di spiegare un suo progetto alla politica, di caldeggiarlo, di farlo approvare…

Qual è il punto? Se c’è o non c’è uno scambio illecito. Non solo tangente in danaro, ma come pare di capire nel caso dell’indagato (infatti) fidanzato dell’ex ministro Guidi, ma anche interessi per propri lavori, rapporti di collaborazione eccetera

Ora il Partito Democratico, e il Governo con esso, ci deve dire se il rapporto con le lobby è trasparente e dunque a prova di verifica di reato. Tutto qui.

I commenti di Alessandro Banfi

30 Mar

Divieto di indossare

“Le dipendenti non devono indossare una gonna o un vestito che arrivino sopra il ginocchio, e gli stivali al ginocchio sono inappropriati durante il lavoro al banco”. Con queste parole di una e-mail ufficiale in un municipio di Amsterdam il Comune ha invitato le impiegate a non presentarsi con la minigonna in ufficio.

Nella libera ed evoluta Olanda, il modo di vestirsi delle impiegate è oggetto di un proibizione, una regola, la cui osservanza diventa cruciale e che colpisce. Il fine è non turbare gli altri impiegati, ma soprattutto gli eventuali frequentatori esterni dell’ufficio. E, non confessato, c’è tutto il tema di come viene castigata in pubblico la donna nella cultura islamica.

E’ una notizia preoccupante, che fa riflettere. La nostra libertà viene messa in discussione da questi comportamenti e da questi divieti “più realisti del re”.

I commenti di Alessandro Banfi

24 Mar

Auguri

Oggi col Giovedì santo si apre il triduo pasquale in cui si ricorda la morte e la resurrezione di Cristo. Per chi crede: non c’è cosa più importante nella vita che seguire Gesù Cristo, prendendo la sua croce. E’ anche il momento della carezza di Dio, della Misericordia.

Per chi non crede: la vacanza pasquale è la pausa primaverile in cui riflettere e sperare in un mondo nuovo. Un mondo migliore.

Per tutti, credenti e no.

Un mondo dove si possa convivere con fedi e popoli diversi, dove diminuisca la disuguaglianza, aumenti la crescita, la società torni a riprendersi la leadership in vista del bene comune. Soprattutto un mondo di pace. Dove chi deve, decida, politicamente innanzitutto, di combattere con determinazione il terrorismo. I muri non servono. Gli attentatori era cittadini belgi di seconda generazione e sono così i soldati dell’Isis in Europa. La sfida è nel cuore della nostra civiltà.

Oggi sul Corriere della Sera don Julian Carron scrive un articolo in cui afferma che la vera risposta al terrore e al male è la Misericordia.

Mai come in questa Pasqua 2016 è questo l’augurio che rivolgo a tutti. Saper rispondere al male così, comincia a farci risorgere.

Auguri a tutti voi e ai vostri cari.

I commenti di Alessandro Banfi

22 Mar

Angoscia europea

Ieri il pullman dell’Erasmus con le 7 bellissime e perdute studentesse italiane. Oggi la spaventosa catena di attentati di Bruxelles. L’Europa ci mette l’angoscia. Non ci eravamo ancora ripresi dallo sconcerto per l’ingiusta morte delle studentesse in gita in Catalogna, quando stamattina è tornato prepotente l’incubo del terrorismo di marca islamista nel cuore del nostro continente.

Sono attentati spaventosi che quando scriviamo arrivano a contare 34 morti e 200 feriti, fra cui alcuni italiani. Sono attentati in qualche modo previsti dalla polizie belga e francese che nelle ultime settimane avevano lanciato un allarme. Lo stesso arresto di Abdeslam Salah, la primula rossa del Bataclan, accaduto lo scorso 13 novembre a Parigi, compiuto venerdì scorso sembra il fatto cui l’azione terroristica di oggi ha risposto.

Certo, gli attentati erano pronti da tempo, programmati, studiati non solo negli ultimi giorni. Gettano un’ombra inquietante sulla mancata attività dei servizi di sicurezza. In questi casi può esistere solo la prevenzione e l’intelligence. La difesa contro i kamikaze è impossibile, altrimenti.

I commenti di Alessandro Banfi