15 apr

Donne e non solo

Dunque le nomine di Matteo Renzi sono arrivate ieri sera. La prima impressione è che si tratti di una svolta. Di un cambiamento vero. Se ne vanno manager che erano in quei ruoli da molti anni. E la rottamazione non sembra provocare i danni patentati.

In più, obiettivamente, le donne ai vertici fanno piacere, anche perché si tratta di tre manager di valore, come la Marcegaglia, la Todini e la Grieco. Certo Renzi ha dovuto accettare compromessi e nominare persone suggerite dalla politica. Questa volta però la proporzione svolta/compromesso appare accettabile. L’impressione, poi, è stata rafforzata dalla cena con Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi.

Il patto del Nazzareno resiste e anzi si rafforza: le riforme sono a portata di mano. Nonostante una campagna elettorale molto dura ed aspra.

I commenti di Alessandro Banfi

14 apr

Le nomine di Renzi

Dunque oggi Matteo Renzi dovrebbe procedere ad uno dei primi atti del suo Governo: le nomine degli alti manager negli enti pubblici.

Stamattina il sottosegretario Del Rio ha confermato che sono “pronti” su Finmeccanica, Eni ed Enel. E forse anche Poste. L’ipotesi di ricambio è, anche qui dopo Segreteria Pd e compagine ministeriale, legata all’idea della pari opportunità: il 50 per cento donne. Vedremo.

Ma certo questo nomine andranno valutate sulla capacità dei designati.

Sul merito, più che sul genere sessuale.

I commenti di Alessandro Banfi

8 apr

Luci e ombre

Dunque stasera Matteo Renzi presenta finalmente il DEF e si dovrebbero avere le prime certezze sulla nostra nuova politica economica per i prossimi anni.
Ci sono alcune cose positive, a leggere i vari annunci:

1) il taglio di 5-6 miliardi di euro alla spesa pubblica. Sarebbe la prima volta che si aggrediscono davvero gli sprechi.

2) tetto agli stipendi pubblici. Nessun manager statale potrà guadagnare di più del capo dello Stato (che ha un salario di 239mila euro l’anno).

3) in tre anni 18-20 miliardi per le grandi opere pubbliche.

Alcune cose che mi lasciano perplesso:

1) perché gli 80 euro in busta paga solo per i dipendenti pubblici e privati con un reddito fino a 25mila euro l’anno? Perché niente per partite Iva e lavoratori autonomi? Sono tutti evasori?

2) perché non si toccano gli sprechi della sanità (calcolati in 20 miliardi all’anno) con più determinazione?

3) perché si tengono in vita tanti enti inutili?

Insomma luci ed ombre. Siete d’accordo?

Vi aspetto oggi, 8 marzo, alle 14,30 nella videochat

I commenti di Alessandro Banfi

4 apr

Le province sono morte. Viva le province

Dunque da ieri sera è legge il ddl Del Rio che abolisce le Province e prevede le aree metropolitane. Le opposizioni hanno votate compatte contro. Forza Italia, per bocca del capogruppo Brunetta, ha parlato di colpo di Stato.

Comunque sia, l’unico dato certo è che il 25 maggio non voteremo, nell’occasione delle amministrative, più per il rinnovo dei Consigli provinciali. Ma per abolire del tutto le Province ci sarebbe voluta una modifica istituzionale, cosa che non è avvenuta.

Le opposizioni a Renzi sostengono che con questa riforma lavoreranno 30 mila persone in più, che peseranno sul bilancio statale. Renzi dice comunque, invece, che è un inizio imprtante per ridurre i costi della politica.

Certo, restiamo il Paese del Gattopardo, dove tutto cambia ma nulla cambia davvero. E viene da dire: Morte le province, viva le province.

I commenti di Alessandro Banfi

31 mar

Lo scontro sul Senato

Dunque Pietro Grasso, presidente del Senato, ha attaccato frontalmente la riforma del Senato stesso così come l’ha proposta Renzi. Lo ha fatto con un’intervista a Repubblica e una all’Annunziata in Rai. E’ un’offensiva in grande stile, perché subito dopo la sua uscita ben 25 senatori hanno fatto sapere di condividere la posizione di Grasso. E lui ha detto a Renzi: non hai i numeri.

Matteo Renzi sul Corriere della Sera di stamattina gli risponde a muso duro. Durissimo. Chiedendosi anche che “terzietà” possa mai avere una seconda carica dello Stato che entra così pesantemente nei dettagli della riforma. Secondo Alessandro Sallusti siamo alle “idi di marzo” e Renzi è come Giulio Cesare, verrà accoltellato dai suoi stessi senatori del Pd. Certo lo scontro è serio e coinvolge fatalmente tutti i soggetti politici.

Che cosa farà, al dunque, Forza Italia?

E che cosa, Napolitano?

Intanto oggi c’è il Consiglio dei Ministri che deve varare la riforma. Lo scontro è al calor bianco.

I commenti di Alessandro Banfi

28 mar

L’indipendenza energetica è l’indipendenza

E’ il momento di Mr Baltic

In un intervista apparsa sul Corriere della Sera di questa settimana il Presidente dell’Eni, Paolo Scaroni, ha definito l’indipendenza energetica come l’indipendenza dei paesi. Un’intervista molto interessante.

Se trasferiamo questo concetto alle nostre case, ci rendiamo conto che assume ancora più significato.

In un periodo di crisi economica molto forte come quello in cui viviamo, reso ancora più teso dalla situazione Ucraina, ci rendiamo conto che poter non dipendere energicamente da altri paesi o da grossi squali, non è una cosa solo positiva, ma soprattutto necessaria.

Chi ci garantisce che il prossimo inverno i prezzi del gas non aumenteranno? Chi ci garantisce che avremmo abbastanza gas? Leggi il resto di questo articolo »

I commenti di Alessandro Banfi

27 mar

Top manager pubblici. Almeno un tetto!

Una diluvio di commenti. E tutti in una sola direzione. Tanti stipendi di manager pubblici sono considerati un insulto al buon senso e un’offesa alle difficoltà della gente in tempo di crisi.

Per non parlare della clamorosa mancanza di relazione fra risultati ottenuti (servizi per i cittadini) e retribuzioni dei responsabili. Ieri Il Sole 24 Ore (oggi li ripubblica uno per uno Libero) ha stampato i salari dei vari dirigenti della Pubblica Amministrazione. E’ un elenco da travaso di bile…

Non mancate oggi pomeriggio alla video chat che si preannuncia molto vivace!!!

Vi aspetto alle 14,30.

I commenti di Alessandro Banfi

24 mar

Tagliamo gli stipendi ai manager? Se se li meritano…

Tagliare bisogna tagliare. Non c’è alcun dubbio. Se vogliamo aiutare la crescita e non aumentare le tasse con nuove imposte o balzelli, l’unica strada è quella della riduzione della spesa pubblica (ultimo anno 810 miliardi di euro in tutto).

Renzi propone di tagliare gli stipendi dei manager pubblici. Ma la polemica si è scatenata su Mauro Moretti (che guadagna 873.666 euro all’anno) che rivendica di aver compiuto un risanamento, quello delle Ferrovie, che sembrava impossibile fino a qualche anno fa. Ecco, se c’è un manager di Stato che ha fatto bene e ha avuto successo, è lui.  Inquietante poi l’amicizia di Renzi con Montezemolo e Della Valle, imprenditori di Italo e quindi concorrenti di Moretti…

E tuttavia ci sono molti stipendi di manager pubblici davvero ingiustificabili.  Io dico: non si può giudicare sul merito? Se un manager fa guadagnare lo Stato e risparmiare i contribuenti è giusto premiarlo. Se mantiene la poltrona solo per scaldarla od occuparla, riduciamo drasticamente! Se se ne va, meglio!

Voi che ne pensate?

E’ giusto tagliare tutti gli stipendi dei dirigenti pubblici (sopra un certo reddito)? Oppure è meglio premiare chi fa risparmiare lo Stato, con l’efficienza della propria azienda?

Ne parliamo giovedì prossimo alla consueta video chat alle 14,30.

Mandate i vostri commenti.

I commenti di Alessandro Banfi

18 mar

Roma-Berlino e ritorno

I commentatori si dividono in due fazioni: chi pensa che il viaggio di Matteo Renzi a Berlino sia stato un trionfo e chi invece ritiene che la Merkel abbia concesso un iniziale semaforo verde, ricordando però gli obblighi europei, a cominciare dal Fiscal compact.

Come spesso accade, la verità sta nel mezzo. La Cancelliera tedesca è impressionata, credo sinceramente, dall’accelerazione del giovane leader italiano ed è ben contenta di offrire a lui e a noi quel minimo di credito di fronte alla voglia di cambiare e riformare strutturalmente il nostro Paese.

Tuttavia sono tanti i patti che abbiamo sottoscritto e non c’è solo Maastricht. Il cosiddetto “Six Packs” e il Fiscal Compact ci impegnano molto e a tempi brevi. Entro il 22 aprile dovremmo inoltre presentare il nostro DEF e in quella sede gli annunci non basteranno.

Politica 1 Disfattismo zero, per ora. Ma è  in Economia (riforma del lavoro, tagli alla spesa, cuneo fiscale) che il Governo Renzi deve fare almeno un gol.

I commenti di Alessandro Banfi

17 mar

La guerra(?) di Crimea

Dunque il mondo è ancora una volta col fiato sospeso. Ieri gli abitanti della Crimea hanno votato stragrande maggioranza la secessione dall’Ucraina (il 96,6, per cento ha detto sì), ma da pochissimo il presidente Usa Barack Obama ha detto che si tratta di un atto illegale. E che bisogna reagire alla Russia e alla sua politica aggressiva.

Che cosa accadrà?

Siamo davvero di fronte ad un rischio bellico o comunque ad una nuova “guerra fredda”?

Le prossime ore risponderanno a queste domande.

I commenti di Alessandro Banfi