27 Mag

Obama a Hiroshima

Sarà perché i due candidati che si profilano non ci provocano grande entusiasmo, ma Barack Obama sembra convincere ogni giorno di più, proprio alla vigilia della fine del suo lungo mandato. Oggi ha compiuto un gesto storico: è diventato il primo Presidente degli Stati Uniti a recarsi ad Hiroshima, la città colpita dalla bomba atomica.

E’ un gesto simbolico coerente con quanto fatto in otto anni di presidenza. Basti pensare alle gravissime crisi che sotto la sua guida si sono risolte senza intervento armato: l’Ucraina nel 2014 e la Siria nel 2013, l’accordo di pace con l’Iran sul nucleare, il vero disgelo con Cuba. E al suo premio Nobel per la pace.

Il messaggio di Obama è chiaro: ora si devono eliminare tutte le armi nucleari nel mondo.

Yes, we can.

 

I commenti di Alessandro Banfi

22 Mag

L’Ex voto del pittore

Oggi è il giorno di Santa Rita da Cascia. E allora mi piace ricordare questo episodio. Il grande pittore francese Yves Klein (quello che aveva brevettato il suo famoso “blu”) era un devoto della santa. Le suore di Cascia, anni dopo la sua prematura scomparsa, hanno ritrovato nel santuario un suo piccolo ex voto in plexiglas, con tracce della sua pittura, fra cui il famoso Blu Klein, e una preghiera sorprendente.

Questa: “Santa Rita da Cascia, io ti chiedo di intercedere presso Dio Padre Onnipotente perché mi accordi sempre, in nome del Figlio Gesù Cristo e in nome dello spirito Santo e della Santa Vergine Maria, la grazia di animare le mie opere perché esse divengano sempre più belle e inoltre la grazia che io scopra continuamente e regolarmente sempre cose nuove nell’arte ogni volta più belle, anche se purtroppo non sempre sono degno di essere un utensile per costruire e creare della Grande Bellezza. Che tutto ciò che viene da me sia bello. E così sia”.

“Un utensile della Grande Bellezza”. Anche chi non è un grande artista, sa che si può, anzi forse si deve, chiedere questo.

I commenti di Alessandro Banfi

9 Mag

Corsa ad ostacoli

Le due notizie di stamattina, che a Roma non si può presentare la lista di Stefano Fassina (estrema sinistra) e a Milano è stata rifiutata Fratelli d’Italia (che appoggia Parisi) sono abbastanza inquietanti. Anche perché fatalmente vanno entrambe nella stessa direzione:  finiscono per favorire il Pd, cioè il partito di governo. A pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca…

Guarda caso a Roma il candidato renziano Roberto Giachetti è debolissimo e, senza un’alternativa a sinistra messa fuori gioco, è avvantaggiato in una gara che tutti i sondaggi lasciano quanto mai aperta. A Milano, anche qui i sondaggi sono chiari da diverse settimane, è in piena rimonta l’outsider di centro destra Stefano Parisi. La bocciatura della lista di destra rischia di porta vcia qualche punto in percentuale prezioso nella gara al fotofinish con Beppe Sala.

Queste due decisioni non sono definitive, anche perché Fassina e il FdI hanno presentato ricorso. Speriamo che possano davvero concorre tutti in questa corsa ostacoli.

Senza aiutini.

I commenti di Alessandro Banfi

5 Mag

Professionisti dell’antimafia

Un intellettuale, quando è davvero tale, è sempre profetico. Capita allora che alcune idee, focalizzate magari anni prima, trovino incarnazione diretta nella cronaca, se non nella storia. Un grande pensatore italiano dello scorso secolo è stato sicuramente Leonardo Sciascia. Grazie a lui generazioni di italiani hanno capito che cosa fosse davvero la mafia.

Ebbene, questa volta la cronaca ci dimostra quanto fosse precisa anche la definizione di “professionista dell’antimafia”. Stiamo parlando del tristissimo caso del collega giornalista Pino Maniaci, frequentatore di convegni e festival del giornalismo, additato all’esempio delle nuove generazioni… Dalle indagini non solo emerge che Maniaci aveva trasformato l’avvertimento violento di un marito di una sua amante in un presunto attentato mafioso, ma che esigeva il “pizzo” da sindaci e amministratori, minacciandoli di comprometterli nella sua tv.

Sciascia aveva visto giusto. Anche l’ “Antimafia” può essere mafiosa nei modi e quindi nella sostanza. Certo, la delusione, la disillusione sono, in questo caso, cocenti.

I commenti di Alessandro Banfi

3 Mag

Made in Italy

La grande soddisfazione degli italiani per la vittoria del Leicester ha una spiegazione molto semplice: coniuga l’imprevisto imprevedibile con la favola del Davide che sconfigge Golia. In più tutto questo viene realizzato da un azzurro, anzi da un romano. Un Claudio, come l’antico Imperatore, che domina in Bretagna almeno fino al Vallo Adriano…

Che cosa c’è di italiano, e di romano, nella vittoria di questo Leicester, squadra di provincia? Il buon senso, l’umiltà, la fortuna (che aiuta gli audaci) , soprattutto il realismo ironico che fa tenere i piedi per terra. (Sconcerti dice che il massimo merito di Ranieri è stato quello di dire ai suoi giocatori di non correre troppo). E anche un pizzico di simpatia.

Quando Ranieri ha spiegato in conferenza stampa che, nel tempo libero dell’ultimo dopo partita, sarebbe andato dalla mamma a Roma a mangiare il cacio e pepe, si è materializzato lo spirito azzurro, la sua positività, la sua voglia di vivere.

Un Leicester timbrato made in Italy, che ci fa amare il calcio e il nostro Paese.

I commenti di Alessandro Banfi

29 Apr

Tutti pazzi per Marchini

Ho conosciuto Alfio Marchini tanti anni fa in una circostanza particolare: grazie alla mediazione di amici comuni, si avvicinò ad un giornale, il settimanale Il Sabato, che allora dirigevo. Era la prima volta che il giovane Alfio, rampollo di una famiglia di costruttori “rossi”, (da cui il nomignolo di Calce e martello) si avvicinava all’editoria. Il giornale che dirigevo era in crisi e per un po’ di mesi ci fu la prospettiva, molto concreta, di un suo salvataggio. Purtroppo, alla fine, non funzionò: il giornale chiuse e l’impresa editoriale fallì.

In quell’occasione ho avuto l’opportunità di apprezzare molte sue doti. Marchini è un uomo equilibrato, serio, che approfondisce i problemi e cerca di comprendere le cose prima di decidere, con una forte passione civile, che allora si trasferiva nell’interesse per il mondo dell’editoria e dei giornali. In questa veste ancora lo ricordo anche come membro del Consiglio d’Amministrazione della Rai.  Poi c’è stata l’esperienza politica in Consiglio comunale e l’opposizione (leale e dura) condotta nei confronti del marziano Marino…

Per Roma Marchini è una scelta giusta. Giusta perché equilibrata, lontana dai due grandi partiti-mafie che hanno gestito la città negli ultimi disastrosi anni: la destra e la sinistra dei Buzzi e dei Carminati. “Arfio”, com’è chiamato nel suo “fake” su FB, può farcela.

O lui o la Raggi di Cinquestelle, altro non si vede.

I commenti di Alessandro Banfi

27 Apr

Weidmann ci ha fatto la predica

Ma ve lo immaginate che cosa sarebbe successo se le parti si fossero invertite? Se cioè ieri invece che Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, a Roma, avesse parlato il nostro capo di Bankitalia Ignazio Visco da Berlino, dalla sede della nostra Ambasciata sostenendo: la Germania sta mettendo a rischio l’Europa e l’Euro, perché la depreda e l’ha depredata scientificamente.

Ecco, il nostro dramma di oggi è tutto qui: il capo della Banca nazionale tedesca viene nel nostro Paese e si lancia in una filippica contro i nostri conti pubblici e il rischio rappresentato dal deficit italiano per la stabilità dell’Europa economica. E la cosa sembra quasi naturale.

Se solo immaginiamo una reciproca e simmetrica presa di posizione, ci rendiamo conto di quanto siamo resi succubi, politicamente ma anche praticamente, dai tedeschi.

E dunque, ci sarà anche un accordo di Renzi con la Merkel, ma Weidmann ha trattato il Ministro Padoan, Banca d’Italia e il nostro esecutivo come dei pericolosi spendaccioni.

Rendiamoci conto di come ci trattano.

I commenti di Alessandro Banfi

19 Apr

Il vero referendum? Sull’Europa

Pensatela come volete, ma secondo me il vero referendum, che bisognerebbe fare, è quello sull’Europa. E’ vero: in Grecia è stato a suo tempo aggirato e l’Inghilterra si appresta a viverlo nel prossimo maggio. Ma se l’Europa ha oggi una chance: sull’immigrazione, sulla politica economica, euro compreso, e sulla lotta /guerra al terrorismo dovrebbe essere “battezzata” finalmente da un voto popolare dei cittadini europei.

Come sarebbe bello che potessimo stabilire con un sì o con un no che cosa fare in questi campi. Togliere l’Europa ai burocrati per ridarla ai cittadini…

I commenti di Alessandro Banfi

14 Apr

Moneta tedesca

Leggete questa notizia:
(ANSA) – BERLINO, 14 APR – La Germania mette in circolazione
una moneta esclusiva da 5 euro, spendibile soltanto all’interno
del Paese. La moneta da collezione, sottolinea la Bild “negli
altri Paesi dell’eurozona non ci sara’”. “Questo significa che
altrove non si potrà pagare con la moneta da 5”, spiegano al
ministero delle Finanze.
Il “pezzo speciale” sarà distribuito da oggi dalla Bundesbank.
Le monete da collezione, spiega ancora la Bild “nel nostro Paese
sono sempre utilizzabili come mezzi di pagamento, negli altri
no”. (ANSA)

I tedeschi si fanno i 5 euro in moneta, mentre noi avremmo tanto voluto l’ 1 Euro e i 2 euro di carta. Sta tutto qui, in questa semplice considerazione pratica la distanza fra noi e i tedeschi a proposito della moneta unica.

Che ne pensate?

I commenti di Alessandro Banfi

13 Apr

Lode di un visionario

Gianroberto Casaleggio aveva delle idee che non condivido. Personalmente non ho mai votato 5 Stelle. E tuttavia non sono il solo, in queste ore dopo la sua scomparsa, a pensare che ci ha lasciato una persona notevole, che ha avuto dei meriti nella vita pubblica italiana.

Il primo di questi meriti sta nell’aver “costituzionalizzato”, dopo averla identificata proprio nella Rete, la protesta che saliva nel Paese reale. Casaleggio l’ha fatta confluire, comunque, in Parlamento, arrivando ogni giorno a compromessi con riti e istituzioni, che pure i grillini hanno l’ambizione di sostituire o quantomeno di cambiare in profondità.

Il secondo merito è stato quello di “scartare” sempre rispetto all’immagine che alcuni volevano si creasse per i 5 Stelle. Penso a due passaggi chiave: sull’immigrazione e sull’adozione dei figli da parte delle coppie omosessuali. Su entrambi questi temi Casaleggio ha tenuto il Movimento vicino al vero sentire popolare, fregandosene dell’ideologia e del politicamente corretto.

Il terzo è stato puntare sui giovani e sulla promozione dei nuovi leader attraverso la Rete. Se oggi esistono i Di Battista, le Ruocco, le Raggi è grazie a questo meccanismo democratico di selezione.

Casaleggio è stato un visionario. E ha fatto del bene ad una politica che non ama le idee, i sogni, le grandi visioni. Ha ricordato a tutti che invece ci vogliono, eccome.

I commenti di Alessandro Banfi