18 giu

Sfondare o no?

Ora che lo sostiene Silvio Berlusconi sembra un’idea (almeno a una buona metà degli italiani) sbagliata. Ma bisognerebbe, in questo Paese, tornare a discutere nel merito delle cose che contano.

E’ giusto accettare ancora il limite del 3 per cento nel rapporto debito/Pil?

E’stato  giusto sottoscrivere il fiscal compact?

E’ così impossibile trovare 8 miliardi, che sono l’1 per cento della spesa pubblica annuale dello Stato?

Diteci la vostra!

I commenti di Alessandro Banfi

12 giu

Un nuovo inizio

Cari amici del Blog La Versione di Banfi, come forse già sapete da poco meno di 48 ore ho preso incarico come Direttore di TgCom24. E’ una bellissima occasione professionale, impegnativa e sfidante, che ho intenzione di vivere con intensità. La cosa ha comportato però una tempesta immediata di impegni nella giornata e quindi ci vedremo per la consueta video chat, solo la prossima settimana.

Ecco che cosa ho detto ai nostri telespettatori la sera di lunedì.

Avere una nuova responsabilità è sempre una fortuna perché dà l’opportunità di ricominciare. E iniziare qualcosa è vitale, come vitale è lavorare.  Inizio oggi un’avventura alla direzione di questo Tgcom24, che è impegnativa e magnifica insieme.

Voglio subito ringraziare Mario Giordano, cui l’Azienda ha affidato nuove iniziative nel campo dei programmi giornalistici, e che ha fatto nascere questo canale, portandolo subito al successo. E ringrazio tutta la redazione di New Mediaset che ha profuso in questa impresa tantissime energie e un grande entusiasmo, oltre che una professionalità notata e invidiata da molti colleghi. Una professionalità premiata dai dati d’ascolto.

Ringrazio l’Editore che mi dà fiducia in quella che è già stata in parte la mia casa professionale, dal febbraio dell’anno scorso con la nascita di Scelti per voi, la rassegna stampa dei giornali delle 8 del mattino, che lo stesso Giordano mi affidò. Con questo appuntamento serale voglio appunto raddoppiare quel tipo di commento, per una volta, in una giornata di notizie che si susseguono tumultuose, riflettere, interpretare, far capire.

Sento infatti che la gente vuole capire, essere aiutata a decifrare la realtà. A smontare e rimontare il giocattolo dell’attualità. E penso che Tgcom24, compreso il sito Tgcom24.it, possa svolgere una grande funzione anche pubblica in questo senso.  Dopo lo start up, una seconda fase perché questo canale diventi un’abitudine, un appuntamento fisso. Contro gli schemi preconcetti, i luoghi comuni, le analisi scontate che sono la morte del nostro mestiere.

Questo fiocco giallo, che indosso anche stasera, è per Domenico Quirico. Un grande collega sequestrato in Siria e che aspettiamo torni libero. Quirico ha sempre avuto due grandi qualità: curiosità, sensibilità per l’umanità e tutta l’umanità e studio, voglia di capire. Vi prometto che cercheremo noi giornalisti di Tgcom24 di seguire quell’esempio. Di non smettere mai di essere curiosi e aperti a tutti, non smettere mai di essere seri, di cercare di capire, di faticare per comprendere.  Per quanto mi riguarda cercherò di non dimenticarmi troppo il valore dell’umiltà. Come diciamo a Torino, tradizione dialettale dell’understatement, esageruma nen.

I commenti di Alessandro Banfi

11 giu

Una visione eco-sostenibile

E’ martedì, spazio a Mr. Baltic

 

Per motivi di lavoro mi interfaccio spesso con Architetti, Ingegneri, Geometri ed Imprenditori che lavorano al di fuori della vecchia Europa e le notizie che ricevo dal campo (e che poi verifico) sono di Paesi “normali”, ove l’economia si muove ed è in crescita.

Mi parlano di nuove costruzioni ( progetti urbanistici e non di singole unità ) e di ristrutturazioni/riqualificazioni energetiche importanti. Mi parlano di “visioni” urbanistiche, da parte di Governi, che per l’Europa sono ricordi eterei e forse mai esistiti.

Molti di loro hanno già fatto le valigie e gli altri si stanno organizzando.

Si tratta di Paesi di cui molti di noi non conoscono nemmeno l’ubicazione nel mappamondo. Paesi dove si parla di Social Housing eco-sostenibile, di Bio-Edilizia integrate in piani urbanistici “intelligenti”.

Paesi in cui non c’è né tecnologia né un background culturale universitario adeguato. Ma hanno una “visione”.

La scorsa settimana ero ad una riunione con un gruppo appena rientrato dal Sud America e i dati che ho visionato mi hanno fatto riflettere.

Ci troviamo ad una svolta epocale nel campo dell’edilizia:  i politici devono iniziare a legiferare in modo SANO!!!

Riqualificazioni energetiche, recupero di zone depresse, monitoraggio dei prezzi di mercato, agevolazioni, nuove costruzioni in classe A, sovvenzioni alle aziende che sviluppano nuove tecnologie, piani urbanistici INTELLIGENTI, ma soprattutto un calcio di avvio alle Banche. Non è normale che in un Paese in crisi le banche preferiscano, ovviamente, prestare soldi allo Stato (cliente che paga di più e che non può fallire), piuttosto a quelli illusi di Imprenditori o a quei poveri dei Cittadini per far ripartire l’economia.

L’edilizia italiana al momento, per come la vedo io, è messa molto peggio di quella dei Paesi cosiddetti del terzo mondo. Con la differenza che il nostro potenziale sarebbe decisamente superiore, per tecnologia e anche per “teste pensanti”.

Mr. Baltic

I commenti di Alessandro Banfi

6 giu

Riforma elettorale e semipresidenzialismo: rivedi la videochat

I commenti di Alessandro Banfi

5 giu

Sindaco d’Italia?

Arriva la commissione dei saggi sulle riforme istituzionali. E la domanda resta: riusciremo ad avere un sistema per cui la sera stessa delle elezioni sappiamo chi ci governerà?

Lunedì sera, per dirne una, sapremo chi sarà il Sindaco di Roma che avrà anche una maggioranza sicura al Campidoglio. Un sogno è che una cosa simile possa accadere per le elezioni politiche e il capo del Governo (o dello Stato).

Certo c’è chi dice che una simile riforma, alla francese, non rispetterebbe la lettera della Costituzione, da difendere così com’è.

Ma è proprio vero?

Ne discuteremo domani nella consueta video chat.
DITE LA VOSTRA CLICCANDO QUI

I commenti di Alessandro Banfi

4 giu

Co-Housing: italianizziamolo!

Come sempre di martedì, la parola a Mr. Baltic:

Il Post della scorsa settimana ha evidenziato le perplessità di
condividere gli spazi, ma anche l’interesse/ la necessità di iniziare a
pensare a questa soluzione.

Premesso che nel Co-Housing viene progettato e programmato il Modus
Vivendi all’inizio e non in corso d’opera (da residenti), che ovviamente
il motivo che spinge a pensare al Co-Housing è principalmente di natura
economica in quanto non ci si può permettere di avere il proprio lotto e
il proprio castello ma nel contempo non si vuole versare i soldi
nell’affitto, vorrei iniziare, con il vostro aiuto, ad “italianizzare”
il modello.

Potrebbe essere sotto forma di villette unifamiliari prefabbricate, con
un giardinetto indipendente, una zona verde comune all’interno del
perimetro con un piccolo parco giochi.

Credo che sulla centrale termica/impianti da energie rinnovabili in
comune come acquisti ma con contatori indipendenti non ci siano
problemi. Si acquista insieme ed ognuno paga i propri consumi.

Zona lavanderia (magari con marciapiede coperto che arriva da ogni
abitazione). Zona giochi per i bimbi coperta per l’inverno. Anche una
piccola piscina privata per i residenti (regolarizzata nell’utilizzo
anche per evitare schiamazzi).

Impianto di recupero dell’acqua piovana per uso domestico/giardino ed
orto, sempre regolarizzato.

Orto/serre lottizzati.

Insomma, il concetto è di riunirsi per acquistare al miglior prezzo e
con buona qualità certificata, mantenendo la propria privacy e
condividendo ciò che può essere considerato condivisibile. Ma anche
individuando gruppi di persone che possano andare d’accordo.

Attendo le vostre idee per mettere un po’ di chiarezza.

I commenti di Alessandro Banfi

3 giu

Alla francese?

Prima Romano Prodi con un articolo molto ben motivato, comparso sul Messaggero la scorsa settimana. Poi Valter Veltroni e ancora Matteo Renzi. Persino Enrico Letta è sembrato aprire verso il sistema elettorale/istituzionale francese: elezione a doppio turno con elezione diretta del Capo dello Stato.

Contro si sono schierati i difensori “radicali” della Costituzione, come Nichi Vendola, il professor Zagrebelski, il Popolo Viola, alcuni leader iper conservatori del Pd, come Rosi Bindi. Per loro il parlamentarismo non va modificato, perché Berlusconi rappresenta un “rischio” troppo grosso. Per loro il semi presidenzialismo sarebbe una dittatura.

Voi che ne pensate?

È ora di trovare nuove forme di democrazia diretta? O è meglio evitare il rischio di un leader che si imponga (sia esso Berlusconi, Renzi o Grillo…)?

Ne discutiamo giovedì nella nostra consueta video chat.

DITE LA VOSTRA CLICCANDO QUI

I commenti di Alessandro Banfi

31 mag

Un sogno per il lavoro

Ha ragione Giorgio Napolitano. “Dobbiamo essere all’altezza dell’articolo 1 della nostra Costituzione”, ha detto in un’intervista al direttore del Tg5 Clemente Mimun, facendo notare che i padri costituenti misero il lavoro (e non i lavoratori) come principio fondante, valore supremo della nostra convivenza civile. E ricordando come l’emergenza lavoro sia la più grande delle emergenze globali in cui ci dibattiamo. Non solo in Italia

Che cosa sta facendo l’Europa per i giovani disoccupati?

Questa è la domanda chiave se guardiamo alle strategie politico-economiche dei prossimi mesi ed anni.

Negli Stati Uniti d’America, grande patria della democrazia, è accaduto qualcosa che andrebbe imitato. Il Governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, nel bel mezzo della peggiore crisi finanziaria occidentale dopo quella del 1929, ha preso una decisione storica, inedita per la più grande autorità monetaria del pianeta: legare i destini del dollaro, e persino la stampa della moneta, supremo atto creativo economico, al tasso di disoccupazione. Bernanke ha promesso di continuare a stampare moneta e a immettere potenti iniezioni di liquidità (il cosiddetto quantitative easing) nel mercato fino a a che la disoccupazione americana non scenda sotto il 6,5 per cento.

Vi rendete conto di che razza di rivoluzione si tratta?

Mette i brividi pensare che cosa potrebbe accadere all’Europa se un Mario Draghi (cui fossero finalmente concessi i poteri che Bernanke ha e che per la verità la Germania della Merkel insiste a negargli) potesse legare la politica monetaria e la stampa dell’euro al tasso di disoccupazione nel nostro continente. Sarebbe davvero una grande rivoluzione copernicana. Le istituzioni comunitarie, persino le burocrazie di Bruxelles, diventerebbero di colpo credibili ed efficaci.

Un grande sogno europeo per l’occupazione, questo dobbiamo tornare a concepire. I tedeschi devono lasciare a Draghi e a Letta la possibilità di fare questa rivoluzione copernicana.

I commenti di Alessandro Banfi

30 mag

Rivedi la videochat: “Sfondiamo il 3%?”

I commenti di Alessandro Banfi

30 mag

Sfondiamo?

Lunedì scorso, in previsione della decisione di Bruxelles, di chiudere la procedura d’infrazione dell’Italia, ci siamo chiesti e vi abbiamo chiesto: ma non sarebbe meglio sfondare il confine del 3 per cento? Ottenere, cioé dall’Europa, quella deroga sui conti che hanno avuto Spagna e Francia?

E concordare subito un  piano d’investimenti pubblici per far ripartire occupazione e industria?

Stamattina il Corriere della Sera, con l’editoriale di Alesina e Giavazzi, ci dà clamorosamente ragione. “Per far questo”, scrivono i due economisti della Bocconi, “occorre negoziare con l’Unione Europea un temporaneo superamento della soglia del 3 per cento, in modo da poter ridurre subito le imposte sul lavoro”.

Vi aspetto alla video chat di oggi alle 14,30 per discutere i vostri commenti.

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I commenti di Alessandro Banfi