26 mar

Quella cabina blindata

Tutte le cabine di pilotaggio sono blindate. E’ una misura di sicurezza presa sugli aerei in volo nel mondo dopo gli attentati dell’11 settembre. Vi ricordate? Sugli aerei finiti sulle torri gemelle di New York alcuni terroristi si erano introdotti nelle cabine di pilotaggio e con dei taglierini avevano sgozzato comandante e co-pilota, portando i jet a schiantarsi sui grattacieli.

Da allora, comandante e co-pilota sono dietro ad una porta che non si può sfondare, nè aprire con la forza. Nel volo dei misteri della German Wings, che è andato a schiantarsi contro una montagna, sappiamo adesso che il co-pilota si era (o era rimasto) chiuso dentro, mentre il comandante, dopo essere stato alla toilette, ha cercato disperatamente dopo un primo bussare, di rientrare in cabina, cercando anche di sfondare la porta. Niente. Non ci è riuscito. 

Che cosa è successo a quel primo pilota rimasto in cabina alla guida? Un malore, un finestrino che si rompe? Pare adesso che sia prevalsa una misteriosa deliberata voglia kamikaze di andare contro la montagna e uccidere con sè 150 persone. Perché lo ha fatto? Mistero.

Sappiamo però che l’11 settembre ha provocato la blindatura assoluta di tutte le cabine di pilotaggio. E che ora questa misura va ripensata. 

 

I commenti di Alessandro Banfi

21 mar

Dimissioni e intercettazioni

Ha fatto bene, secondo me, Maurizio Lupi a dare le dimissioni. Chi si muove in politica partendo dalla sua storia e dai suoi ideali, deve muoversi prima di quello che farebbe chiunque altro. Tanto più che quando è stato al centro delle polemiche, perché sfiorato da un’inchiesta in cui non è indagato, non ha avuto molti difensori. Era isolato politicamente. Nel suo partito, nella sua maggioranza, anzitutto, nel suo Governo. Il dibattito di ieri, dopo il suo discorso, lo ha dimostrato plasticamente.

Ma c’è un risvolto della vicenda Lupi che non può passare sostto silenzio. Forse come non mai questa volta sono state pubblicate intercettazioni private fra persone neanche indagate su molti giornali. Una telefonata registrata e pubblicata ha sempre un sapore osceno. E’ una violentissima intrusione pubblica nella propria vita. Immedesimandomi coi protagonisti delle intercettazioni, non riesco mai a finire gli articoli. Mi sembra di essere nella situazione in cui torni a  casa e scopri che sono entrati i ladri.

Qualcosa di intrusivo. Qualcosa di violento. 

Bisognerà che alla fine ci mettano mano un po’ tutti: soprattutto giornalisti e giudici. Sennò, prima o poi, toccherà a loro finire linciati e ne potrebbe derivare una minore libertà di stampa.

I commenti di Alessandro Banfi

9 mar

Trani, un processo al Palazzo

Ha ragione Sergio Rizzo quando sostiene, scrivendo stamattina sul Corriere della Sera in prima pagina, che è uno scandalo la mancata costituzione di parte civile del nostro Governo al processo in corso a Trani contro le agenzie di rating. Portate, per una volta, coraggiosamente alla sbarra per aver giocato col destino del nostro Paese fra il 2010 e il 2011.

E’ vero o no che ex Presidenti del Consiglio, ex Ministri dell’Economia o del Tesoro, ex Direttori Generali dei Ministeri siano oggi consulenti di alcune grandi aziende finanziarie americane, non estranee alle stesse agenzie di rating che misero il nostro Paese in ginocchio?

E’ vero o no che il governo Monti dovette pagare ben 2,5 miliardi di euro alla Morgan Stanley (frase di oggi del Corriere)?

Teniamo i riflettori accesi e ben centrati sul proceso di Trani.

I commenti di Alessandro Banfi

5 mar

Renzi e Grillo, spregiudicato duetto

Si riavvicinano Renzi e Grillo? A leggere i giornali parrebbe di sì. Beppe Grillo ha dato un’intervista al Corriere della Sera, sì proprio al giornalone della borghesia milanese, in cui ha aperto ad un possibile dialogo col Pd. Soprattutto sulla Rai e sul reddito di cittadinanza. Si è detto persino pentito dei divieti televisivi imposti ai suoi…

Sarà una cosa seria? Difficile dirlo oggi. Adesso, certo un dialogo iniziale serve a tutti e due. Renzi, dopo aver ostentato sicurezza dopo la rottura del Patto del Nazareno, si rende conto sempre di più che l’attuale maggioranza fa acqua da tutte le parti. Senza l’ex Cav. è molto fragile. Grillo, dopo la relativa batosta delle Europee e soprattutto la continua emorragia dei suoi, ha bisogno di uscire dallo splendido isolamento in cui è finito.

Ma possono due debolezze generare una forza?

Non si tratta semmai di un gioco molto spregiudicato di due leader, che vorrebbero strumentalizzarsi a vicenda?

I commenti di Alessandro Banfi

2 mar

Mattarella a Berlino, Renzi a Mosca

Settimana particolare per l’Italia. Si apre oggi con la visita del nostro Capo dello Stato a Berlino. E prosegue c0n la visita di Matteo Renzi a Mosca. Una coincidenza, ma che ci ricorda in modo plastico la nostra responsabilità continentale.

Il destino dell’Italia è europeo, come anche in modo drammatico hanno dimostrato gli ultimi anni. Mattarella ha insistito sul ruolo politico della Ue, che deve crescere. Renzi arriva a Mosca in un momento tragico, con Putin sotto accusa per l’ennesima uccisione di un suo oppositore storico. E tuttavia resta cruciale per noi l’alleanza con la Russia, in chiave anti- Isis e non solo.

Persino la ripresa economica, appena accennata in Italia, è tutta dovuta al quadro europeo.

I commenti di Alessandro Banfi

24 feb

La Grecia aggredisce evasione e sprechi. Un esempio

Si è tanto ironizzato sul nuovo governo Tsipras e sul suo ministro Varoufakis. In realtà il piano che è stato presentato stamattina alle autorità europee è molto interessante. Emerge infatti che la loro idea è quella di aggredire l’evasione fiscale dei tanti armatori (alla Onassis), gli sprechi pubblici anche legati alla corruzione e i grandi patrimoni immobiliari e non, posseduti soprattutto da stranieri.

E’ un esempio che ci deve far riflettere. Quello che finora è mancato al nostro Governo è proprio questo: gli esperti calcolano almeno in 60 miliardi all’anno la corruzione alimentata dalla spesa pubblica nel nostro Paese (che ammonta a 820 miliardi all’anno). Se la stanassimo e la colpissimo e tagliassimo le tasse per la stessa cifra, l’Italia ripartirebbe.

Certo, quei 60 miliardi di euro all’anno finiscono nelle tasche di alcuni pochi, che però sono molto influenti alle elezioni.

Ma se la politica non si libera di questi parassiti, non ne usciremo mai.

I commenti di Alessandro Banfi

20 feb

Siamo tutti sulla stessa Barcaccia

Roma offesa, invasa, danneggiata in uno dei suoi monumenti più belli: la fontana concepita da Pietro e Gianlorenzo Bernini. Il giovane artista del Seicento ebbe l’idea di imitare una nave allagata e ormeggiata nel Tevere al vicino porto di Ripetta  che i romani di allora conoscevano bene. E realizzò questo capolavoro in travertino, il marmo di Roma.

Le fontane del Bernini invitano, in realtà, in qualche modo all’invasione, cioé ad un possesso quasi teatrale, ad una camminata al loro interno (Anita Eklberg nella Dolce Vita compie nella berniniana Fonta di Trevi un gesto squisitamente barocco)… Ma questo è violenza, stupro, violazione da ubriachi!

La circostanza, tragica, è anche involontariamente comica, nei giorni in cui l’Isis minaccia, dalla vicina Libia, l’invasione della Città Eterna.

Chi difende Roma? Perché è così inerme, alla mercé di chiunque arrivi?

Adesso ci sentiamo tutti sulla stessa Barcaccia: vittime di un Paese non più governato, burocratico, senza regole, corrotto e infetto.

I commenti di Alessandro Banfi

17 feb

Libia, Ucraina e Grecia

Tre crisi, tre crisi che si intrecciano e che ci minacciano da vicino.

1) La Libia, “liberata” da Gheddafi nel 2011 dall’azione militare di Sarkozy, voluta dagli americani e a cui un Governo italiano in crisi dovette piegarsi, oggi è nelle mani di circa un milione di persone armate e divise in migliaia di fazioni e tribù che si combattono tra di loro. A Derna e Sirte sventola la bandiera nera dell’Isis. “Siamo a Sud di Roma”, minacciano. Che fare? Una “guerra” italiana non è nelle cose. Ci vuole consenso internazionale e ci sta che l’Isis non sia più sostenuta dai suoi alleati nascosti (e palesi): dalla Turchia al Qatar. Ci vuole la volontà di combattere e sconfiggere l’Isis. Questo manca.  

2) La tregua in Ucraina per ora regge. L’Europa, e l’Italia in essa, deve solo sperare che si ricostruisca  una convivenza pacifica in quella regione del mondo.

3) La Grecia chiede un nuovo accordo con la Ue. Anche qui dobbiamo tifare per il compromesso. Non è possibile che la rigidità tedesca blocchi l’intera Unione Europea.

Con la pace e il dialogo tutto può accadere, con la guerra indiscriminata tutto è perduto.

 

I commenti di Alessandro Banfi

11 feb

Una giornata particolare

Oggi è un giorno particolare per l’ Europa. Per una serie di coincidenze, si decide il suo destino di pace e di prosperità economica, probabilmente per i prossimi anni.

A Minsk i leader dell’Ucraina, della Russia, della Francia e della Germania hanno l’ultima possibilità per evitare uno scontro armato nel cuore del nostro continente.  A Bruxelles i Paesi europei devono decidere l’atteggiamento da tenere nei confronti della Grecia, che chiede di rinviare nel tempo alcuni obblighi finanziari impostigli negli ultimi mesi dalla Troika.  

La speranza è flebile, perché per l’Ucraina sembra più forte la logica della forza e delle armi. Così come è clamorosa la chiusura tedesca nei confronti del Governo greco di Alexis Tsipras.

Eppure dobbiamo sperare. Contro ogni speranza.

Le armi e l’austerità non sono una soluzione.

I commenti di Alessandro Banfi

2 feb

La garanzia di una storia politica

Sergio Mattarella giura di fronte al Parlamento come dodicesimo Presidente della Repubblica italiana. E’ un Capo dello Stato scelto da più grandi elettori di quanti ne aveva sulla carta. Già questo dice molto della scelta. La convergenza su di lui è andata oltre gli ordini di partito. Per chi poi, come me, lo conosce per aver fatto questa professione da qualche anno e seguendo in special modo la Democrazia Cristiana, la garanzia è data dalla sua storia politica e dalla sua vicenda personale.

Come ha detto giustamente ieri Ciriaco De Mita a La Stampa, Mattarella non è come Scalfaro, “un ipocrita, un clericale del Nord”, è soprattutto un moroteo. Che significa? Uno che dell’esperienza della vecchia Dc ha sempre sottolineato la lezione sulla laicità della politica. Sembra un paradosso, ma non lo è. Un cattolico per garantire una visione della politica laica, non messianica, non ideologica, mite. Giustamente ha scritto Andrea Riccardi che con l’elezione di Mattrella finisce la disputa fra cattolici della presenza contro cattolici della mediazione. Lo penso anch’io.

Non vorrei illudermi ma il nuovo Presidente, come ha accennato in un’intervista padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, è in sintonia con lo spirito dei tempi. Con quella voglia di serietà, povertà, semplicità, che tanto ammiriamo in Papa Francesco.

Dei suoi primi gesti ho ammirato la visita alle Fosse Ardeatine , la Panda grigia, la sensazione di una famiglia grande e molto italiana che lo affianca discretamente. L’invito personale a Silvio Berlusconi alla cerimonia del suo insediamento è un primo importante segnale di pacificazione.

I commenti di Alessandro Banfi