28 gen

Chi sogno per il Quirinale

Giorni decisivi, giorni importanti per l’Europa e per il nostro Paese. Il QE di Draghi ha preceduto le storiche elezioni in Grecia, dove la clamorosa vittoria di Syriza e il conseguente governo con gli indipendentisti costituiscono un passaggio importante per un’Europa che deve cambiare e abbandonare la politica dell’austerità finora voluta dalla Merkel. C’è una grande opportunità per l’Italia.  

Domani iniziano le votazioni per il Quirinale. E si vedrà se la politica è in grado di comprendere qual è adesso il suo compito. Non voglio fare, personalmente, nomi. Sogno un Presidente della Repubblica politico, conosciuto e stimato in Europa, che finalmente non sia amico della Merkel e non ci rifili dei presidenti del Consiglio decisi a Bruxelles e a Berlino e non votati dal popolo.

Le piazze di Parigi  e di Atene, seppur in contesti molto diversi, drammatico l’uno, festoso l’altro, raccontano una voglia di riappropriazione radicale della democrazia in Europa. I popoli europei vogliono tornare ad essere padroni del proprio destino.

I commenti di Alessandro Banfi

22 gen

L’occasione di Draghi

Dunque finalmente è arrivato: il piano di Quantitative Easing della Banca Centrale Europa è una realtà. Mario Draghi ha convinto la maggioranza del Consiglio della Bce a procedere. E lo farà nel modo più deciso: acquisto di titoli di Stato per 50 miliardi al mese fino al 2016 e comunque fino a quando ce ne sarà bisogno. Più di quanto ci potevanmo augurare ed aspettare. E’ una decisione importante, ricca di conseguenze anche per la nostra vita di tutti i giorni. Che ne siamo consapevoli o no.

E’ una data da segnare sul calendario. Potrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere l’inizio vero della ripresa economica europea: per l’Italia è un’occasione enorme.

Ci sono poi altre due congiunture favorevoli (in parte legate e in parte no): il calo della quotazione dell’Euro, che sta scendendo verso la parità col dollaro e il calo del prezzo del petrolio. In più dal mese di novembre i dati dei consumi in Italia sembrano aver invertito la rotta.

Se solo la politica riuscisse a combinare qualcosa, in un anno e mezzo potremmo arrivare al più 3 per cento di Pil.

E tornare a crescere, quello che ci manca.

I commenti di Alessandro Banfi

16 gen

Il Papa preso a pugni

Dunque papa Francesco viene oggi criticato a tutto spiano sui giornali di mezzo mondo. Che cosa ha detto? Se guardate il video della sua conferenza stampa o ne leggete le trascrizioni, il suo ragionamento è molto chiaro. Condanna radicale di ogni violenza, soprattutto quella in nome di Dio. Il Papa arriva persino a ricordare la strage degli ugonotti, le guerre di religione, ammettendo che la Chiesa ha fatto un percorso. Ma di fronte alle polemiche sul terrorismo, ha detto: non c’è un diritto alla blasfemia. C’è  un limite alla libertà d’espressione e la religione non può essere ridicolizzata.

Insultare la religione è come insultare una persona. E’ chiaro che quando si insulta, una reazione è “normale”. In questo contesto ecco la frase incriminata: “se il mio amico Gasbarri (medico del seguito papale) dice una parolaccia sulla mia mamma, si aspetti un pugno”.  Una frase di buon senso. Invece, apriti cielo!

“Il Papa vuole prendere a cazzotti i vignettisti, giustifica il terrorismo, vuole tenersi buono l’Islam, non offre l’altra guancia…”.  Quante stupidaggini sono scaturite oggi sui giornali a commento di una battuta realistica del Papa.

La verità è un’altra: il Papa deve aver visto il numero speciale di Charlie Hebdo, comprese le numerose vignette a lui dedicate. E deve aver letto i numerosi proclami in favore di un preteso “diritto alla blasfemia”. Ma come?   Non ci hanno sempre insegnato che la mia libertà finisce quando comincia quella dell’altro?

Questo ha ricordato a tutti. E ha fatto proprio bene. Piaccia o no.

I commenti di Alessandro Banfi

12 gen

Berlusconi: l’Occidente ha sbagliato

Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi in un’intervista al Messaggero. Lettura molto interessante. Qui l’inizio: 

La manifestazione di Parigi «ha un significato importante», basta che «non si trasformi in una melassa buonista». «L’Occidente» in questi ultimi anni «ha sbagliato tutto» e «gli estremisti islamici si sono convinti che il nostro è un mondo debole e conquistabile». Occorre quindi reagire e quindi subito «un intervento di terra contro il califfato» e l’Italia partecipi con proprie truppe.

Qui il link al Messaggero:

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/berlusconi_truppe_di_terra_contro_isis/notizie/1115389.shtml

 

I commenti di Alessandro Banfi

10 gen

Se avessimo usato metà delle bombe contro Gheddafi…

Vi ringrazio per i commenti, spesso molto interessanti, con cui avete finora animato questa discussione. Provo a fare un’altra considerazione.

Come dicevo in una risposta nelle scorse ore, penso che un mondo più giusto cominci da un rifiuto radicale della violenza. Rifiuto che dovrebbe riguardare tutti, credenti e no, islamici, buddisti, cristiani o atei che siano.

Detto questo, come in diversi dite su questo Blog, non viviamo sulla luna e la guerra è un fatto. Ma faccio mia una osservazione avanzata dal professor Vittorio Emanuele Parsi. Se noi occidentali avessimo usato in questi mesi metà delle bombe sganciate contro Gheddafi contro l’Isis, il cosiddetto califfatto sarebbe già finito.

E che cosa è servito buttar giù con la guerra Gheddafi? A farci invadere dai barconi di disperati?

Se invece che litigare e dividerci sull’immigrazione da noi, avessimo ricostruito condizioni buone di vita in Libia, Libano, Siria, Irak eccetera, non ci sarebbe questo “scontro di civiltà”!

E’ vero, ad esempio come sostiene il Financial Times, che le sette sorelle americane comprano il petrolio dell’Isis (controlla dieci pozzi) attraverso i contrabbandieri turchi?

E dove credete che finiscano quesi soldi in nero dati all’Isis?

I commenti di Alessandro Banfi

7 gen

La terza guerra mondiale a pezzi

L’attentato terroristico di  Parigi è un evento terribile. Perché colpisce un giornale, cioé la circolazione delle idee. Per di più colpisce un giornale satirico. La libertà delle opinioni portata al massimo, cosa che contraddistingue la civiltà occidentale, nel suo aspetto migliore: tolleranza e democrazia. Anche noi ripetiamo in queste ore: Je suis Charlie!

I colleghi vignettisti e giornalisti uccisi dai terroristi islamici, dodici i morti, sono caduti sul fronte della difesa dell’umorismo, dell’ironia, della libertà. 

Si dice che l’attacco sia avvenuto, perché andava in vendita, in questi giorni, in Francia il nuovo romanzo di Michel Houellebecq, “Sottomissione”, in cui si racconta un’Europa del futuro, serenamente sottomessa all’Islam.

Un’altra prova che la sifda è alla nostra cultura, alla nostra civiltà.  Un altro episodio di quella “terza guerra mondiale a pezzi” di cui ha parlato il Papa.

I commenti di Alessandro Banfi

30 dic

L’incubo greco: una facia, una racia

Per una strana congiunzione del destino Italia e Grecia sono accomunate da un disastro navale, le cui proporzioni tendono ad aumentare di ora in ora, e dai rischi che incombono sulle nostre economie del Sud Europa. I greci amano dire: una facia, una racia. Per dire che i nostri popoli sono molto vicini.

Il Parlamento greco non è riuscito infatti a nominare un nuovo Capo dello Stato e in quel Paese si voterà il 25 gennaio.  Il partito che potrebbe prendere il partito è Tsipras, molto molto critico nei confronti della politica di austerità seguita dall’Europa fino ad aesso e imposta dalla Troika alla Grecia stessa. 

Che succederà?

Anche a Roma si dovrà nominare presto un nuovo Presidente e il rischio che anche da noi salti tutto è, purtroppo, molto realistico.

I commenti di Alessandro Banfi

29 dic

“Sempre cose nuove”

Sarà scontato ma penso che sia giusto fare a tutti voi gli auguri per un Santo Natale e per un 2015 felice e pieno di novità. La Nascita è un dono assoluto, un Avvenimento di vita. Avvenimento che, ci crediate o no, è un Fatto della storia. Nella sua povertà della mangiatoia di Betlemme. Per farvi gli auguri però prendo spunto da una mostra che ho appena visitato a Milano.

Titolo: Klein-Fontana, è fino al 15 marzo al Museo del Novecento, dentro l’Arengario, in piazza Duomo. Klein è stato un grande artista, che partendo dal cielo affrescato di Giotto, ha lavorato tutta la sua vita sul Blu. Ad un certo punto lo ha brevettato col nome di International Blue Klein. Nell’ultima grande sala della mostra c’è un ex voto che lui, cattolico devotissimo, aveva lasciato nel Santuario di Santa Rita, e che le suore, lì a Cascia, hanno ritrovato molto tempo dopo. Sentite che cosa aveva scritto:

“Santa Rita da Cascia, io ti chiedo di intercedere presso Dio Padre Onnipotente perché mi accordi sempre, in nome del Figlio Gesù Cristo e in nome dello spirito Santo e della Santa Vergine Maria, la grazia di animare le mie opere perché esse divengano sempre più belle e inoltre la grazia che io scopra continuamente e regolarmente sempre cose nuove nell’arte ogni volta più belle, anche se purtroppo non sempre sono degno di essere un utensile per costruire e creare della Grande Bellezza. Che tutto ciò che viene da me sia bello. E così sia”.  

Questo grande artista sapeva che la vita è un dono, e che tutto il problema dell’esistenza è accorgersene.

Auguri a tutti!

I commenti di Alessandro Banfi

22 dic

Francamente ci mancherà

Sabato pomeriggio, nel cuore di una Milano indaffarata nello shopping natalizio, abbiamo dato l’ultimo saluto a Franco Bomprezzi. Grande giornalista (“a rotelle”, come si definiva lui) e grande uomo. La chiesa dell’Incoronata a corso Garibaldi era strapiena di gente. Molti disabili, molti giornalisti, il Sindaco, nomi noti della Milano della politica, diversi interisti…

E’ stato un bell’addio, ardente, semplice, pieno di fede. Segno di quello che Franco aveva seminato nei suoi 62 anni, camminando con generosità nelle strade del mondo, sempre grazie alla carrozzina, perché le sue gambe per una osteogenesi non avevano mai funzionato, fin dalla nascita.

Sul settimanale (ora mensile) Vita, Bomprezzi aveva una rubrica, titolo: Francamente. Azzecatissimo. Lui era diretto, mai banale, autentico, fino all’arrabbiatura. Con lui abbiamo fatto diverse cose a TgCom24 e mi sarebbe piaciuto tanto farne anche di più…  Ricordo con gratitudine i giorni della campagna di Mediafriends La Fabbrica del Sorriso, anno 2012, dedicata alla disabilità e la sua arguta, fulminante collaborazione. E un’indimenticabiale serata alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia.

Ciao Franco, ora che sei entrato in Paradiso con le rotelle, goditi quella luce.

I commenti di Alessandro Banfi

16 dic

Un momento di pace

Auditorium of Rome - 14 Nobel Price Meeting

Per una volta parlo di me. Ma per raccontare uno di quei momenti per cui davvero la vita val la pena di essere vissuta. Sabato scorso, come qualcuno di voi sa perché ci ha seguito in diretta streaming, abbiamo offerto sul nostro sito la diretta del Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace, organizzato a Roma e io ho avuto l’onore di condurre una tavola rotonda, con protagonisti di primo piano.  Fra cui l’Alto Rappresentante della Politica Estera della Ue Federica Mogherini, una rappresentante dell’UNHCR, uno dell’AFSC, la professoressa Jody Williams, che ha vinto il Nobel per la sua battaglia contro le mine anti uomo. Leggi il resto di questo articolo »

I commenti di Alessandro Banfi