2 mar

Mattarella a Berlino, Renzi a Mosca

Settimana particolare per l’Italia. Si apre oggi con la visita del nostro Capo dello Stato a Berlino. E prosegue c0n la visita di Matteo Renzi a Mosca. Una coincidenza, ma che ci ricorda in modo plastico la nostra responsabilità continentale.

Il destino dell’Italia è europeo, come anche in modo drammatico hanno dimostrato gli ultimi anni. Mattarella ha insistito sul ruolo politico della Ue, che deve crescere. Renzi arriva a Mosca in un momento tragico, con Putin sotto accusa per l’ennesima uccisione di un suo oppositore storico. E tuttavia resta cruciale per noi l’alleanza con la Russia, in chiave anti- Isis e non solo.

Persino la ripresa economica, appena accennata in Italia, è tutta dovuta al quadro europeo.

I commenti di Alessandro Banfi

24 feb

La Grecia aggredisce evasione e sprechi. Un esempio

Si è tanto ironizzato sul nuovo governo Tsipras e sul suo ministro Varoufakis. In realtà il piano che è stato presentato stamattina alle autorità europee è molto interessante. Emerge infatti che la loro idea è quella di aggredire l’evasione fiscale dei tanti armatori (alla Onassis), gli sprechi pubblici anche legati alla corruzione e i grandi patrimoni immobiliari e non, posseduti soprattutto da stranieri.

E’ un esempio che ci deve far riflettere. Quello che finora è mancato al nostro Governo è proprio questo: gli esperti calcolano almeno in 60 miliardi all’anno la corruzione alimentata dalla spesa pubblica nel nostro Paese (che ammonta a 820 miliardi all’anno). Se la stanassimo e la colpissimo e tagliassimo le tasse per la stessa cifra, l’Italia ripartirebbe.

Certo, quei 60 miliardi di euro all’anno finiscono nelle tasche di alcuni pochi, che però sono molto influenti alle elezioni.

Ma se la politica non si libera di questi parassiti, non ne usciremo mai.

I commenti di Alessandro Banfi

20 feb

Siamo tutti sulla stessa Barcaccia

Roma offesa, invasa, danneggiata in uno dei suoi monumenti più belli: la fontana concepita da Pietro e Gianlorenzo Bernini. Il giovane artista del Seicento ebbe l’idea di imitare una nave allagata e ormeggiata nel Tevere al vicino porto di Ripetta  che i romani di allora conoscevano bene. E realizzò questo capolavoro in travertino, il marmo di Roma.

Le fontane del Bernini invitano, in realtà, in qualche modo all’invasione, cioé ad un possesso quasi teatrale, ad una camminata al loro interno (Anita Eklberg nella Dolce Vita compie nella berniniana Fonta di Trevi un gesto squisitamente barocco)… Ma questo è violenza, stupro, violazione da ubriachi!

La circostanza, tragica, è anche involontariamente comica, nei giorni in cui l’Isis minaccia, dalla vicina Libia, l’invasione della Città Eterna.

Chi difende Roma? Perché è così inerme, alla mercé di chiunque arrivi?

Adesso ci sentiamo tutti sulla stessa Barcaccia: vittime di un Paese non più governato, burocratico, senza regole, corrotto e infetto.

I commenti di Alessandro Banfi

17 feb

Libia, Ucraina e Grecia

Tre crisi, tre crisi che si intrecciano e che ci minacciano da vicino.

1) La Libia, “liberata” da Gheddafi nel 2011 dall’azione militare di Sarkozy, voluta dagli americani e a cui un Governo italiano in crisi dovette piegarsi, oggi è nelle mani di circa un milione di persone armate e divise in migliaia di fazioni e tribù che si combattono tra di loro. A Derna e Sirte sventola la bandiera nera dell’Isis. “Siamo a Sud di Roma”, minacciano. Che fare? Una “guerra” italiana non è nelle cose. Ci vuole consenso internazionale e ci sta che l’Isis non sia più sostenuta dai suoi alleati nascosti (e palesi): dalla Turchia al Qatar. Ci vuole la volontà di combattere e sconfiggere l’Isis. Questo manca.  

2) La tregua in Ucraina per ora regge. L’Europa, e l’Italia in essa, deve solo sperare che si ricostruisca  una convivenza pacifica in quella regione del mondo.

3) La Grecia chiede un nuovo accordo con la Ue. Anche qui dobbiamo tifare per il compromesso. Non è possibile che la rigidità tedesca blocchi l’intera Unione Europea.

Con la pace e il dialogo tutto può accadere, con la guerra indiscriminata tutto è perduto.

 

I commenti di Alessandro Banfi

11 feb

Una giornata particolare

Oggi è un giorno particolare per l’ Europa. Per una serie di coincidenze, si decide il suo destino di pace e di prosperità economica, probabilmente per i prossimi anni.

A Minsk i leader dell’Ucraina, della Russia, della Francia e della Germania hanno l’ultima possibilità per evitare uno scontro armato nel cuore del nostro continente.  A Bruxelles i Paesi europei devono decidere l’atteggiamento da tenere nei confronti della Grecia, che chiede di rinviare nel tempo alcuni obblighi finanziari impostigli negli ultimi mesi dalla Troika.  

La speranza è flebile, perché per l’Ucraina sembra più forte la logica della forza e delle armi. Così come è clamorosa la chiusura tedesca nei confronti del Governo greco di Alexis Tsipras.

Eppure dobbiamo sperare. Contro ogni speranza.

Le armi e l’austerità non sono una soluzione.

I commenti di Alessandro Banfi

2 feb

La garanzia di una storia politica

Sergio Mattarella giura di fronte al Parlamento come dodicesimo Presidente della Repubblica italiana. E’ un Capo dello Stato scelto da più grandi elettori di quanti ne aveva sulla carta. Già questo dice molto della scelta. La convergenza su di lui è andata oltre gli ordini di partito. Per chi poi, come me, lo conosce per aver fatto questa professione da qualche anno e seguendo in special modo la Democrazia Cristiana, la garanzia è data dalla sua storia politica e dalla sua vicenda personale.

Come ha detto giustamente ieri Ciriaco De Mita a La Stampa, Mattarella non è come Scalfaro, “un ipocrita, un clericale del Nord”, è soprattutto un moroteo. Che significa? Uno che dell’esperienza della vecchia Dc ha sempre sottolineato la lezione sulla laicità della politica. Sembra un paradosso, ma non lo è. Un cattolico per garantire una visione della politica laica, non messianica, non ideologica, mite. Giustamente ha scritto Andrea Riccardi che con l’elezione di Mattrella finisce la disputa fra cattolici della presenza contro cattolici della mediazione. Lo penso anch’io.

Non vorrei illudermi ma il nuovo Presidente, come ha accennato in un’intervista padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica, è in sintonia con lo spirito dei tempi. Con quella voglia di serietà, povertà, semplicità, che tanto ammiriamo in Papa Francesco.

Dei suoi primi gesti ho ammirato la visita alle Fosse Ardeatine , la Panda grigia, la sensazione di una famiglia grande e molto italiana che lo affianca discretamente. L’invito personale a Silvio Berlusconi alla cerimonia del suo insediamento è un primo importante segnale di pacificazione.

I commenti di Alessandro Banfi

28 gen

Chi sogno per il Quirinale

Giorni decisivi, giorni importanti per l’Europa e per il nostro Paese. Il QE di Draghi ha preceduto le storiche elezioni in Grecia, dove la clamorosa vittoria di Syriza e il conseguente governo con gli indipendentisti costituiscono un passaggio importante per un’Europa che deve cambiare e abbandonare la politica dell’austerità finora voluta dalla Merkel. C’è una grande opportunità per l’Italia.  

Domani iniziano le votazioni per il Quirinale. E si vedrà se la politica è in grado di comprendere qual è adesso il suo compito. Non voglio fare, personalmente, nomi. Sogno un Presidente della Repubblica politico, conosciuto e stimato in Europa, che finalmente non sia amico della Merkel e non ci rifili dei presidenti del Consiglio decisi a Bruxelles e a Berlino e non votati dal popolo.

Le piazze di Parigi  e di Atene, seppur in contesti molto diversi, drammatico l’uno, festoso l’altro, raccontano una voglia di riappropriazione radicale della democrazia in Europa. I popoli europei vogliono tornare ad essere padroni del proprio destino.

I commenti di Alessandro Banfi

22 gen

L’occasione di Draghi

Dunque finalmente è arrivato: il piano di Quantitative Easing della Banca Centrale Europa è una realtà. Mario Draghi ha convinto la maggioranza del Consiglio della Bce a procedere. E lo farà nel modo più deciso: acquisto di titoli di Stato per 50 miliardi al mese fino al 2016 e comunque fino a quando ce ne sarà bisogno. Più di quanto ci potevanmo augurare ed aspettare. E’ una decisione importante, ricca di conseguenze anche per la nostra vita di tutti i giorni. Che ne siamo consapevoli o no.

E’ una data da segnare sul calendario. Potrebbe, il condizionale è d’obbligo, essere l’inizio vero della ripresa economica europea: per l’Italia è un’occasione enorme.

Ci sono poi altre due congiunture favorevoli (in parte legate e in parte no): il calo della quotazione dell’Euro, che sta scendendo verso la parità col dollaro e il calo del prezzo del petrolio. In più dal mese di novembre i dati dei consumi in Italia sembrano aver invertito la rotta.

Se solo la politica riuscisse a combinare qualcosa, in un anno e mezzo potremmo arrivare al più 3 per cento di Pil.

E tornare a crescere, quello che ci manca.

I commenti di Alessandro Banfi

16 gen

Il Papa preso a pugni

Dunque papa Francesco viene oggi criticato a tutto spiano sui giornali di mezzo mondo. Che cosa ha detto? Se guardate il video della sua conferenza stampa o ne leggete le trascrizioni, il suo ragionamento è molto chiaro. Condanna radicale di ogni violenza, soprattutto quella in nome di Dio. Il Papa arriva persino a ricordare la strage degli ugonotti, le guerre di religione, ammettendo che la Chiesa ha fatto un percorso. Ma di fronte alle polemiche sul terrorismo, ha detto: non c’è un diritto alla blasfemia. C’è  un limite alla libertà d’espressione e la religione non può essere ridicolizzata.

Insultare la religione è come insultare una persona. E’ chiaro che quando si insulta, una reazione è “normale”. In questo contesto ecco la frase incriminata: “se il mio amico Gasbarri (medico del seguito papale) dice una parolaccia sulla mia mamma, si aspetti un pugno”.  Una frase di buon senso. Invece, apriti cielo!

“Il Papa vuole prendere a cazzotti i vignettisti, giustifica il terrorismo, vuole tenersi buono l’Islam, non offre l’altra guancia…”.  Quante stupidaggini sono scaturite oggi sui giornali a commento di una battuta realistica del Papa.

La verità è un’altra: il Papa deve aver visto il numero speciale di Charlie Hebdo, comprese le numerose vignette a lui dedicate. E deve aver letto i numerosi proclami in favore di un preteso “diritto alla blasfemia”. Ma come?   Non ci hanno sempre insegnato che la mia libertà finisce quando comincia quella dell’altro?

Questo ha ricordato a tutti. E ha fatto proprio bene. Piaccia o no.

I commenti di Alessandro Banfi

12 gen

Berlusconi: l’Occidente ha sbagliato

Silvio Berlusconi ha rotto gli indugi in un’intervista al Messaggero. Lettura molto interessante. Qui l’inizio: 

La manifestazione di Parigi «ha un significato importante», basta che «non si trasformi in una melassa buonista». «L’Occidente» in questi ultimi anni «ha sbagliato tutto» e «gli estremisti islamici si sono convinti che il nostro è un mondo debole e conquistabile». Occorre quindi reagire e quindi subito «un intervento di terra contro il califfato» e l’Italia partecipi con proprie truppe.

Qui il link al Messaggero:

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/POLITICA/berlusconi_truppe_di_terra_contro_isis/notizie/1115389.shtml

 

I commenti di Alessandro Banfi